Fiumi di canzoni e poco da dire: il mercato dei nuovi “fenomeni”

Appena usciti dal Talent Show cominciano a prendersi un po’ troppo sul serio, Marco Mengoni è uno di questi. Una vocalità davvero interessante e nel giro di pochi anni tanti bei riconoscimenti, il terzo posto alla 60esima edizione del Festival di Sanremo, il disco di platino, il Best European Act agli MTV Europe Music Award, ma aspettiamo ancora un attimo a chiamarlo fenomeno. Lo invitiamo anche ad andarci piano con gli acuti, le grida e i movimenti da tarantolato durante le sue performance, rischia di farsi male. Siamo travolti ormai dal susseguirsi delle novità musicali, da voci ogni volta “meravigliose e ineguagliabili”; ogni anno crescono a dismisura i Talent, aumentano le manifestazioni e le premiazioni, Music Award, Festival, dischi d’oro, di platino, di bronzo, di carta, di legno e chi più ne ha più ne metta. Risulta davvero difficile dare credibilità a chiuque sia in grado di fare bene un vocalizzo. Si ha la sensazione che l’arte, quella vera, non abbia più alcuna importanza e che tutto faccia brodo, basta guadagnarci sopra un sacco di soldi. Nulla contro Marco Mengoni, sicuramente un bravo ragazzo che si è dato tanto da fare per raggiungere il successo, ma quanto durerà? Nel frattempo scalpitano gli altri aspiranti artisti, pronti a vincere l’ennesimo Talent e ad assicurarsi la pubblicazione del loro primo orecchiabile singolo, nonchè “cronaca di un disco di platino” annunciato. Nel frattempo  il cantante di Ronciglione continua a cavalcare l’onda e dopo l’uscita nel 2010 di Re Matto Live, quest’anno ha pubblicato il suo primo album in studio, Solo 2.0, anticipato dal singolo Solo (Vuelta al ruedo). In questi giorni è invece on-line il video ufficiale del suo secondo singolo, Tanto il Resto Cambia, brano d’amore in cui viene rappresentata la fine di una storia e i conseguenti momenti di solitudine, terribili ma affrontabili; una tematica un po’ diversa dal solito insomma (!!!). Il disco al momento dell’uscita è immediatamente salito in cima alla classifica; ce ne rallegriamo e gli auguriamo ovviamente ancora molti anni di successo, nella speranza che Marco Mengoni, Emma Marrone, Alessandra Amoroso, Noemi,  Marco Carta, Valerio Scanu, Loredana Errore, Giusy Ferreri e tutti quelli che verranno ancora, non siano l’ennesimo esempio di pseudo-artisti che, dopo aver sfruttato il momento d’oro, grazie ai molti soldi guadagnati,  finiranno per aprire un ristorante o un locale per VIP nella “Milano da bere”.

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