I Mondiali visti da una profana

Italia fuori dal Mondiale

Ma non sarà ancora un po’ presto per tirare le fila di questo Mondiale 2014? Non per l’Italia che in seguito ad un girone davvero deludente se ne ritorna a casa con le pive nel sacco e l’amaro in bocca.

Lo abbiamo dovuto constatare in più occasioni, gli ottavi sono un vero dilemma per noi, che anche nei momenti migliori, ci siamo spesso arrivati per il rotto della cuffia, ma questa volta ci avevo davvero sperato, dopo la prima bella vittoria contro l’Inghilterra. “Se abbiamo affrontato bene la partita d’esordio con l’Inghilterra, è un ottimo segno” mi sono detta, ma ahimè, è cosa risaputa che nel calcio tutto può sempre succedere, che l’impossibile diventa possibile e che si deve dire “fine”, soltanto al termine della partita. E così è stato.

BalotelliPosso parlare solo in base alle mie sensazioni, perché  giudizi tecnici non sono certo in grado di darne, ma da profana del calcio, mi sento di dire che ce ne andiamo dal Mondiale meritatamente. Che l’ultimo arbitraggio possa essere stato abbastanza discutibile lo ritengo anch’io, il cartellino rosso a Marchisio mi ha lasciato perplessa, soprattutto in un contesto da campo di battaglia dove se ne sono viste di tutti i colori, morsi compresi e su quest’ultimo argomento andrebbe aperta una parentesi mai più finita; mi limiterò ad osservare che evidentemente lo sport non è cosa per tutti, e che determinati personaggi dovrebbero stare in un centro di sanità mentale a sfogare la violenza repressa, e non certo su un campo a tirare calci al pallone.  Ma a parte questo, rimane il fatto che le squadre valide e affiatate sono in grado di vincere le partite a prescindere da arbitraggi più o meno imparziali. Troppe volte negli ultimi anni mi sono ritrovata ad assistere a salottini post partita dove si parlava più di malasorte e arbitri cattivi, che di giocatori scadenti.

Quello che ho visto martedì 24, sempre da inesperta osservatrice di partite, è stata una squadra non solo deludente, ma completamente spaesata e per nulla battagliera. Una squadra quasi rassegnata, o meglio poco interessata a quello che stava facendo e attaccata alla maglia più in conferenza stampa e su Twitter, che sul campo. Una squadra di molto inferiore a buona parte di quelle che ho visto competere nei vari gironi. Si è parlato molto del problema del clima, così caldo e umido da impedire di correre a chi non ci è abituato, eppure altrettante squadre, certamente non avvezze a climi tropicali, hanno corso instancabilmente fino alla fine e giocato egregiamente. Hanno disputato competizioni degne di chiamarsi tali, hanno fatto il mestiere per cui sono pagati e fatto divertire, regalando emozioni ai loro tifosi. Penso alla solita Germania, eterna candidata alle semifinali, a un’Olanda di supereroi in forma smagliante, all’odiata e sempre rivale Francia, che si è ritrovata in un girone non difficile, ma che in ogni caso ha fatto il suo dovere, vincendo due partite su tre con un 3 a 0 contro l’Honduras e un 5 a 2 contro la Svizzera.

Olanda, gol di testa

Tutto da rifare per noi, cacciati dal Mondiale per la seconda volta consecutiva; campioni del mondo nel 2006 e finalisti agli europei del 2012, abbiamo ben poco da riflettere perché di filosofia inutile e spiccia  forse ne abbiamo fatta fin troppa, in quello ci siamo dimostrati dei geni.

“La palla, la palla è rotonda” ci ha cantato Mina fino allo sfinimento in questa avvilente edizione mondiale, e partendo da questo semplice concetto vi conviene ripartire, cari giocatori griffati, profumati e imbellettati più della Paris Hilton dei tempi migliori. Il genio e la follia non ci sono mai mancati, e più di una volta ci hanno portato lontano, forse va ritrovata la voglia non solo di vincere, ma anche di lottare con le unghie e coi denti per meritare la vittoria.

Meno dichiarazioni, meno foto su Facebook, meno tweet, meno gossip… più gambe, più cuore, più audacia, e soprattutto più orgoglio.

Annunci