Sono una ragazza semplice, ma arriverò molto lontano – Miss Italia 2014

Simona Ventura

Quasi quasi preferivo quelle edizioni in cui le aspiranti Miss Italia restavano mute e si presentavano per quello che erano: belle ragazze che aspiravano a vincere un concorso di bellezza.

Negli ultimi anni invece la tendenza è cambiata, e risulta indispensabile dimostrare che queste giovani donne sono dotate di un cervello, non solo perfettamente funzionante (e fin qui sarebbe auspicabile…), ma addirittura  sopra la media.

A questo Q.I particolarmente sviluppato devono aggiungersi inoltre innate doti di “tuttofare”.

Sarebbe anche una belle intenzione se non fosse che, per le modalità con cui viene condotto il tutto, si ottiene l’effetto contrario e ci si ritrova davanti ad un gruppo di ragazzine 18/20enni che con voce cinguettante urlano all’unisono tutte più o meno lo stesso motivetto: “Io sono diversa dalle altre, io mi distinguo per le mie particolarità: sono umile, ma piena di ambizioni, moderna e conservatrice, bella fuori, ma soprattutto dentro.

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Il risultato risulta poco convincente e il monotematico “Io sono io, io sono io, io sono io” appare quasi come la disperata richiesta di riconoscimento della propria unicità dell’ennesimo numero/corpo  perfetto in mezzo agli altri numeri/corpi altrettanto perfetti.

“Sono Marisa, Miss Lines Seta Ultra di Canicattì, cucino, lavo e stiro da Dio e da grande intraprenderò la carriera diplomatica, altrimenti faccio l’attrice e divento più brava di Angelina Jolie. Preferite che vi faccia il triplo salto mortale, oppure la ruota?”

E mentre Marisa non ha ancora finito di parlare fa il suo ingresso Rosaria che arriva di Latina; è sprovvista di congiuntivi, ma piuttosto ferrata nell’imitazione dell’orango in calore (specifico che non sto inventando!), nel tempo libero compone sonetti e recita Shakespeare (sto inventando!).

Giuria Miss Italia

Non manca il momento serioso tra una sfilata, un balletto e una chiacchierata col tupè di Sandro Mayer: quello dedicato alle donne che hanno sofferto ma hanno trovato la forza di rialzarsi. Sopraggiunge Maria, chiamata a gran voce da una Simona Ventura sempre più eccitata e urlante. “Un applauso a Maria che non ha passato il turno ma ci è rimasta nel cuore dopo che le hanno asportato la milza, spappolata  dal fidanzato violento. C’è qualcosa che ti senti di dire agli italiani che ci seguono da casa, Maria?”

La ragazza tace e quasi scappa piangendo.

Resto perplessa di fronte a questo modo così grossolano di fare televisione, di questa malafede camuffata pedestremente da buone intenzioni, di questo modo così superficiale di dimostrare che anche le belle donne hanno una testa pensante.

Se questi sono gli strumenti, scappiamo pure a gambe levate, oppure lasciamole mute, come ho già detto provocatoriamente.

Domandiamoci piuttosto se, nel 2014, nell’era che ci piace definire “2.0”, possa avere ancora un senso proporre un simile concorso che di rappresentativo e innovativo ha  ben poco e che ha sempre fatto discutere, per le modalità con cui viene eletta annualmente la più bella del Paese. Si abbia il coraggio di chiudere un programma retrogrado e si dia spazio a nuove idee per dare voce alle donne, belle o brutte che siano, senza bisogno di ridicolizzarle o strumentalizzarle in maniera così ipocrita e davvero poco credibile.

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