Scegli me e…baciami qui – Inno Tour 2013

Inno Tour 2013

Sono anni ormai che vado ai concerti di Gianna Nannini, il primo fu a 17 anni, in Piazza a Torino. Il mio primo concerto da sola. Pioveva a dirotto quella sera e mia madre, presa dal senso di colpa per avermi lasciato andare, era venuta ad aspettarmi alla fermata del tram vicino a casa. Solo che “il bruto” alla fine se l’era beccato lei. Niente di grave per fortuna, soltanto un signore u po’ attempato che le aveva chiesto se voleva compagnia e a cui lei aveva risposto elegantemente: “Crepa!”! Io invece tornai a casa sana e salva, completamente da strizzare per quanto ero fradicia, ma tanto felice. Eravamo nel pieno degli anni 90 e Gianna  il fenomeno aveva fatto stravedere, lanciandosi in mezzo alla folla. Lo fa ancora adesso, se le prende l’ispirazione. È questa la prima cosa che mi viene da pensare, ogni volta che la osservo: è una donna eternamente “ispirata”, un fiume in piena, imprevedibile e incandescente. È una rocker, l’unica in Italia, con una continua esigenza di evoluzione e sperimentazione. Lo spettacolo di ieri sera al Palaisozaki, (chiamarlo semplicemente “concerto” sarebbe riduttivo), ne è stata la piena conferma. Ore 21.10, le luci si abbassano, i musicisti salgono sul palco, partono le prime ruvide note del tanto atteso inedito, “Baciami qui”, con la Signora che irrompe in scena da una specie di botola sotto al palco, sorprendendo tutti come solo le grandi dive possono fare.

“Mamma che vergogna, non imparo mai, tanto ci sei tu che pensi ai cazzi miei. Bella vendetta, so rinascere, con questo cuore maschio e femmina. Siamo cani sciolti, siamo nati storti, guardami negli occhi e ti vedrai. Siamo neve e fuoco, siamo quel che siamo, stai di qua stai di là, con chi? E baciami qui!”

Già…un cuore, un sorriso, un corpo “maschio e femmina”, che molti negli anni hanno cercato in tutti i modi di etichettare, ovviamente senza alcun risultato. Gianna è un outsider e fa ciò che vuole, esplora e si reinventa ogni volta, andando oltre e vivendo l’amore, l’arte e la passione nel modo in cui dovrebbero essere vissuti:  senza limiti e preconcetti. In un mondo sempre più stereotipato, la Nannini, attraverso ogni suo più piccolo e semplice gesto ti fa capire appieno il senso dell’essere “artista”. Nel suo mondo non ci vieni accompagnato, ma letteralmente catapultato e in quelle due ore di musica ininterrotta non puoi fare a meno di guardarla a bocca aperta: 58 anni e un fisico slanciato e atletico, a sfatare altri luoghi comuni o ulteriori catalogazioni su vecchiaia e gioventù; 58 anni e un’eleganza innata, un look assolutamente personale, quest’anno affidato interamente al genio di Giorgio Armani.

In scena (come nella vita d’altra parte), Giannissima non esita a donare anima e corpo, lei è una che si concede davvero e canta con una voce che negli anni non perde il suo tono, ma al contrario diventa più potente; poi balla, ride e piange. Un essere all’ apparenza così forte, nasconde una delicata interiorità, che la porta ad emozionarsi e a piangere più volte durante la serata, senza paura di concedersi così intimamente al suo pubblico .

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“Qui lo dico, lo rileggo e rido, tanto so che non mi ascolterai. L’amore lascialo  stare, lascialo stare. Quelle sere resteranno un po’, riusciranno ancora a illuderci. È amore e non sa tornare, lascialo andare. Provo a farlo ancora, mando tutto all’ aria, lascio tutto nuovo a chi verrà. E ti aspetto dentro, te lo scrivo meglio: io per te, ci sarò sempre sai…”

La musica parla spesso d’amore, a volte troppo  e male, al punto tale da banalizzarlo. Attraverso le canzoni di questa “meravigliosa creatura”, affascinante e talentuosa non si corre questo pericolo. Le sue storie sono forti, tormentate, vissute coraggiosamente fino in fondo. Il modo di amare di Gianna appare spesso irrequieto e disperato, molto carnale e vivo, come un fuoco che non può spegnersi. Perché lei è così, non si stanca mai di concedersi e di vivere.

E alla vita dedica un Inno e l’intero Tour: vita che scorre, che cambia e sempre si rinnova. Vita che torna, ti confonde e ti sorprende.

Con questo messaggio di speranza la serata si conclude, applausi, lacrime e ringraziamenti. Si torna a casa, un po’malinconici su passi leggeri.