Calcio&Motori, Uomini&Dolori

Uomini… creature complicate oppure troppo semplici? Uomini…questi sconosciuti?

Una cosa è certa, i maschi possono essere molto spassosi, soprattutto quando li tocchi sugli argomenti “sacri”. Donne e motori, gioie e dolori abbiamo sentito dire spesso, ma chi l’ha inventata sta frase? Una donna poco informata sui fatti evidentemente, oppure molto fortunata in amore. Che l’uomo passi giornate intere a struggersi o a esultare per una femmina è ancora tutto da dimostrarsi, in compenso sono ampiamente dimostrabili le angosce e i patimenti provati prima, durante e dopo una partita di calcio, oppure  l’amore incondizionato per la macchina nuova, accarezzata, coccolata e curata spasmodicamente. Siamo seri, la definizione giusta è un’altra: Calcio e motori, gioie e dolori e il ragionamento  non fa più una piega. Quando mai un essere di sesso maschile sarà in grado di disquisire per ore su una donna? “Bel culo, belle tette”, “ Begli occhi, bel sorriso” (i più stravaganti) e la cosa finisce lì a meno che si decida di ripetere la stessa identica frase all’infinito, come un disco rotto. Niente a che vedere con i trattati filosofici che si possono produrre grazie all’ultima “creatura” della Mercedes o grazie ad una sola partita di pallone. Le giocate di un bravo calciatore sono memorabili, i derby offrono sempre spunti di riflessione e le feroci discussioni che possono sfociare per un rigore negato o regalato hanno sempre una loro ragion d’essere, sono costruttive, non saranno mai inutili. Mica come “noi donne” che a settimane alterne troviamo sempre qualche motivo per litigare, attaccandoci ad assurde e pretestuose “questioni di principio”.

“Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi, navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser”… e ho visto uomini che si accapigliavano per un arbitraggio fazioso, io li ho visti lottare per i loro ideali calcistici con pugni chiusi e sguardi infuocati. E poi pagelle, calciomercato, album di figurine, libri, dvd, i migliori gol del secolo, palloni d’oro, d’argento e di bronzo, a grande richiesta arriverà pure quello di carta. Io li osservo e me ne sto in disparte, a volte mi sento un po’ sociologa, a volte un po’ aliena, più spesso mi sento una turista all’Acquario di Genova in contemplazione di pesci sconosciuti… anche i pesci alla fine il loro linguaggio ce l’hanno, son sempre lì che aprono la bocca, vai a sapere che cosa si dicono.

Non potrò mai dimenticare che un paio di anni fa mio padre mi ha piantato in asso al ristorante per un match “fondamentale” di Champions League. Proprio così, se ne era dimenticato, a metà cena gli è venuto in mente e ha abbandonato al tavolo me, la sua unica figliola, sangue del suo sangue per una volgare partitella. “Scusa Consolata, abbi pazienza, non puoi capire l’importanza di questa semi-finale!” Non posso capire?? Devo! Quando il tuo papà ti snobba per la Champions, vuol dire che è arrivato il momento di farsi qualche domanda. Il tuo duro mestiere di figlia è stato seriamente messo in discussione. C’è solo una cosa da fare: conoscere il nemico per affrontarlo e dominarlo. Che poi  il calcio alla fine un nemico non lo è, a me diverte pure, se devo essere sincera. Certo non sarò mai un’esperta e non ci terrò mai ad esserlo, mi piace molto di più pensare all’antica e dire: “roba da uomini” e dare ogni tanto una sbirciatina che diventa “sbirciatona” quando è tempo di Mondiali e Europei. L’uomo appassionato il calcio dunque non ha niente di sbagliato, anzi,  sono pure pronta a perdonare certi fanatismi che tutto sommato mi divertono. Il calcio è uno sport, è sano, ha le sue dinamiche e i suoi perché.

É sui motori che non transigo.

Davvero non capisco che cosa ci possa essere di interessante  in un oggetto con quattro ruote e un volante.  Il sogno della maggior parte dei maschi è di avere un “macchinone” con cui sfrecciare liberi e belli per le strade del mondo. Si commuovono al passaggio di una Cabrio a due posti, nei casi peggiori la fotografano e guardano con invidia il proprietario, non facendo altro che alimentare il suo inutile ego di aspirante figo. Opinione personale ovviamente, sarà una sensazione mia, ma trovo che spesso e volentieri alle macchine di lusso si accompagnano sempre dei tamarri senza speranza, probabilmente anche un po’ complessati. E qualcuno dovrebbe anche spiegargli che il fatto di avere un’auto “super” , non li rende più interessanti. Quando i più disperati ti affiancano al semaforo e abbassano il finestrino guardandoti con sguardo “gadano”, fatico a starmene zitta. C’è un fumetto sopra la mia testa che dice: “Stai errando ragazzo, è una macchina, non fa miracoli…lei è bella, tu continui a rimanere brutto” Un giorno o l’altro lo faccio, al massimo mi prendo qualche insulto. Quando vedo certi spot pubblicitari di automobili non posso fare a meno di arrabbiarmi per il messaggio che troppo spesso arriva: le persone non contano nulla,  il tuo mezzo è più importante di te e dei tuoi affetti. Ce n’è uno uscito da poco dove una coppia di zii propone al nipotino di andare a divertirsi al Luna Park, poi al mare e in montagna, ma di fatto non vanno mai da nessuna parte perché l’unico interesse è quello di guidare per Km e Km senza fermarsi mai in nessun posto. Viene dunque messo in evidenza l’attaccamento morboso al proprio oggetto a quattro ruote e la totale indifferenza nei confronti del bambino. Deprimente è dir poco a mio avviso, eppure i pubblicitari avranno saputo il fatto loro, mettendo in scena l’ultima tendenza, quella dei nuovi mostri.  Ho poche certezze nella mia vita, ma una cosa è certa: non riuscirò mai a sbavare di fronte ad una macchina o a giudicare qualcuno in base a cosa guida e se posso mi sposto a piedi. Esisteranno uomini che amano il calcio e odiano i motori? Immagino di sì, saranno rari e pregiati come il buon vino…quello della mia cantina ideale, ovviamente.

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La differenza tra Me&Ti

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Sono andata al concerto di Tiziano Ferro. Lo confesso, esco alla scoperto una volta per tutte e faccio coming-out pure io, rivelandovi quell’ insolito“vizietto” che mi è preso di ascoltare le canzoni del cantante di Latina. L’avreste mai detto voi? Io mai. Qualcuno sostiene che “solo gli stupidi non cambiano idea”, io non sono d’accordo. La considero una frase ideata da qualche incoerente per potersi permettere di cambiare le carte in tavola a suo piacimento e in base agli eventi più o meno favorevoli. Non ho modificato la mia opinione su “Super Ferro”, continuo a pensare che i suoi primi album siano bruttini e che il cambiamento sia avvenuto piuttosto da parte sua ed è stato grosso. Ve lo ricordate Jovanotti com’era ieri e oggi? Posso dire la stessa cosa di Tiziano, anche se si tratta di due metamorfosi diverse: mentre Lorenzo Cherubini ha intrapreso una strada più impegnata e sperimentale,  Ferro invece si è evoluto musicalmente, affinato concettualmente e quando canta l’amore, lo fa davvero bene. Mi piace il suo modo di guardare dentro alle persone e ai sentimenti, mi sorprende la sua disarmante tenerezza e il suo entrare in punta di piedi nell’anima di chi lo ascolta. Non ho cambiato i miei gusti musicali, in compenso ho smesso di cambiare canale quando passano un suo pezzo in radio; lo ascolto e lo canto, svelando un’altra parte di me, quella che a volte si mostra e a volte si nasconde. Mi sono autoconvinta che le sue canzoni sono fatte apposta per essere ascoltate in macchina, quando sei sola, reduce da una serata che non ti è piaciuta; sono quelle le serate giuste per compiere il gesto inaspettato…una telefonata a chi non hai mai più sentito, un regalo “di quelli che apri e poi piangi”, quel messaggino da inviare (lo hai scritto e curato nei dettagli, eppure giace da anni nella cartella delle bozze). Bisogna agire subito, di impulso, prima che Psiche ci riconduca sulla retta via…cara amica Psiche, quante figuracce mi hai fatto evitare! Ecco una differenza probabile tre Me&Ti, lui sì che saprebbe cosa fare in certi momenti, lui non lascerebbe nulla di intentato mai, anche a costo di sbagliare. Ha un bel sorriso Tiziano Ferro, è un ragazzo pulito che si fa ascoltare volentieri quando canta e quando parla, anche per questo sono contenta di essere stata al suo concerto. Ieri sera, non si è fatto aspettare invano, è arrivato puntualissimo al PalaIsozaki e ha salutato il suo pubblico piemontese: ”Il secondo appuntamento è sempre meglio del primo…come i baci”, ha scherzato, facendo riferimento alla prima data dell’11 aprile. Atmosfera calda e romantica, sdrammatizzata in parte dalla mia amica Samuela che interagiva in tempo reale con La Bibbia del Vero Gobbo, cercando disperatamente notizie sulla partita Juve-Lazio. “Tocco Ferro e tifo Juve”, ha scritto su Facebook, e il rito scaramantico ha portato i sui frutti

Sono belle queste serate, sono molto più importanti di quello che si crede. Ti fanno tornare indietro nel tempo e ti fanno sentire leggera: si ride per niente, si sta bene con le piccole cose, si ascoltano le canzoni romantiche e si tiene il biglietto del concerto per ricordo. E mentre Tiziano prova a spiegarmi che l’amore è una cosa semplice, io invece resto dubbiosa e mi prendo i miei tempi. Chissà se sarò in grado di pensarlo anche io un giorno, al momento le sue certezze non sono le mie, mi sembra che è evidente…la differenza tra Me&Ti.