Pace fatta tra Vasco e il Liga? Me ne frego

Perché Vasco e Ligabue si ostinino a parlare del loro rapporto conflittuale ancora non l’ho capito. E  mi risultano ancora più incomprensibili le loro lamentele su Facebook; si descrivono seccati e stufi di questa polemica mai più finita e delle continue provocazioni dei media, delle reazioni spropositate dei fan.  La domanda ora sorge spontanea: cari rocker “made in Emilia”, non pensate di esservela cantata, ballata e aggiungo anche suonata da soli? Anzi, mi sento di dire una cosa questa volta, dal momento che non sono mai riuscita a prendere una posizione ben definita sull’argomento, nonostante la colonna sonora della mia adolescenza sia stata caratterizzata dalle note del Blasco. In questo momento io sono arrabbiata proprio con lui, perché davvero non capisco dove voglia arrivare e mi sembra un ragazzino in preda alle più grandi insicurezze. Ligabue, d’altro canto, è quasi costretto a rispondere e lo fa malvolentieri, si vede, e in tutta la vicenda alla fine ha sempre dimostrato di essere più “signore” e più maturo. E se devo dire la verità, mi sembra incredibile di dovermi ritrovare a parlare di maturità e immaturità, quando ho di fronte due musicisti del loro calibro, molto maggiorenni e molto, molto vaccinati. Esordisce Vasco dicendo: “ Ma cosa abbiamo fatto di male noi due poveri Cristi per vederci ridotti ogni volta a questi confronti inutili ma soprattutto stupidi?” Dici benissimo Blasco, ma non ti viene in mente che questa assurda competizione l’hai innescata tu qualche mese fa sul tuo social network/bibbia preferito? E quando una simile bomba viene innescata, quando prendendoti tutte le responsabilità del caso, affermi che Luciano Ligabue dovrà mangiare ancora tanta “polenta” prima di diventare come te e che non è nient’altro che “un bicchiere di talento dentro un mare di presunzione”, come puoi pensare che non ci saranno delle reazioni forti a livello mediatico? Solo un ingenuo potrebbe farlo e tu di certo non lo sei, forse è questo che mi fa più rabbia. Non hai bisogno di queste sciocchezze per far parlare di te, sono mezzucci che potrebbero avere un senso soltanto in qualche programma televisivo di serie B. Perché hai voluto far navigare la musica, il puro e sano rock’n roll in acque così cattive? Una vicenda davvero di cattivo gusto, niente di più, una querelle data in pasto ai telegiornali, ai quotidiani e ai fan “minus habens” che non hanno trovato niente di meglio da fare che insultarvi e insultarsi reciprocamente come nelle peggiori arene televisive.

E non ne vedremo mai la fine temo.

Era già troppo tempo che non si parlava più di questo inutile argomento e come un ragazzino annoiato, hai pensato di ritirarlo fuori nel più banale dei modi…sei diventato prevedibile, Vasco. In totale assenza di ispirazione musicale ti senti comunque in dovere di ricordare che sei il migliore nella maniera più subdola e, fingendo di tendere la mano al tuo collega, lo ridicolizzi uletriormente: “Dovete smetterla di sminuire e umiliare così il nostro impegno e il nostro lavoro. Fatele pure queste disfide…se vi divertono. Io vinco sempre. Sono uno stronzo e me ne frego. Ligabue non se lo merita…tanto alla fine non sono i numeri che fanno vincenti.” ….Io vinco sempre…Ligabue non se lo merita…,ma cosa stai dicendo e soprattutto, perché?Resto perplessa da tutto questo, sento puzza di bruciato non lo nego. Il problema è tutto del Blasco probabilmente e quando continua la sua disquisizione dicendo che Ligabue è molto infastidito  da tutta questa polemica, dovrebbe mettersi in testa che il più che lecito fastidio non arriva dal senso di inferiorità che gli vuole attribuire, ma dal totale disinteresse sull’argomento da parte di un musicista per indole piuttosto schivo e riservato. Luciano è più giovane, ma non è certo un ragazzino e con la frase: “In fondo io ho molta più esperienza alle spalle di lui è un dato di fatto e non è certo una sua colpa o mancanza di talento.” Vasco si ridicolizza, non fa bella figura e non detta legge. E quando per l’ennesima volta si loda e si imbroda, scrivendo di essere il migliore sul palco e rifila un finto contentino al collega, dicendogli che la sfida con la vita invece l’ha vinta lui col suo rock “rassicurante” si rivolta nella più totale malafede e non gli riserva certo un bel servizio. E’ stata più sincero FabriFibra a questo punto, quando, senza tanti giri di parole, ha definito il rocker di Correggio ” un cantautore buono per l’italiano medio che sogna lo stesso lavoro per cinquant’anni e il posto fisso”.

E allora caro Vasco, penso che dovresti portare avanti i tuoi pensieri per quelli che sono, con sincerità e anche un briciolo di riservatezza e signorilità già che ci siamo. Se pensi che Ligabue sia un cantautore per “signorine” e non vuoi che la notizia si diffonda, sai benissimo come fare, lui di certo se ne farà una ragione. Ti ha fatto un gran bel regalo a risponderti, perché l’ennesimo silenzio te lo saresti solo meritato. E’ stato molto diplomatico e come al solito, non si è scomposto più di tanto. Voglio augurarmi che non abbia preso la tua dichiarazione come qualcosa di positivo e abbia saputo leggere tra le righe: è probabile che lo abbia fatto, come te non è un ingenuo. Ha ragione quando dice che purtroppo chi fa le spese di tutto questo è solo la musica, quella musica di cui “c’è tanto bisogno e che così facilmente viene bistrattata.” E forse è questo il problema più grande: se due dei personaggi più influenti nel panorama del rock nostrano sono diventati protagonisti di una sorta di grottesca sit-com e perché anche loro sentono la crisi e ho il timore che se la musica non riesce a parlare in questo momento è perché non ha davvero niente di interessante da dire. Opinione personale ed opinabile, ma non solo mia di fatto. Gli ultimi  lavori di Vasco Rossi e di Luciano Ligabue  non sono stati assolutamente indispensabili e a me, l’ho già detto più volte, hanno detto poco, anzi niente e mi sono sembrati un mix di cose già sentite e risentite, un obbligo più che un’urgenza di comunicare. C’è bisogno eccome di musica e passione, ma c’è bisogno anche di qualcosa di nuovo, io da loro me lo aspetto. Forse, per far sì che  questo avvenga, ci sarebbe bisogno di un lunghissimo periodo di silenzio. Mettiamo fine al gossip, allo squallore e alle parole a vanvera, lasciamo spazio alla musica, ai fatti…bisogna esser seri quando si parla di rock’n’roll.

Si può fare a tutte le età: la regina del soul sposa a 70 anni

 C’è mai stata una strana legge in base alla quale, superata una certa età, non ci si può più sposare? No e, diciamolo una volta per tutte, non vi è alcuna clausola se si è di sesso femminile. Già, perchè un cattivo modo di pensare  ha portato a fare nette differenziazioni su ciò che un uomo può fare e ciò cha una donna invece NON può fare. Se qualche anno fa Giorgio Gaber ironicamente ci indottrinava su cose era di destra e cosa di sinistra, nel tempo c’è sempre stato chi ha avuto idee piuttosto limitate e poco “politically correct” su cosa è “maschio” e cosa è “femmina”. Sono ben lungi dall’applicare del vetero femminismo, non mi interessa affatto, soprattutto perchè su certi argomenti voglio pensare che sia scontato che si debba avere le stesse identiche possibilità di scelta, o non scelta. E così a rasserenarmi sull’argomento arriva Aretha Franklin che, mettendo in discussione ogni regola sottintesa e ogni luogo comune, annuncia orgogliosamente le sue prossime nozze con il compagno William “Willie” Wilkerson: arriveranno proprio nell’anno del compimento del suo 70esimo anno di età. Il matrimonio è previsto per la prossima estate, ha detto, e scherzando ha assicurato di non essere incinta. Ma non diamo nulla per scontato, in fondo stiamo parlando della regina del soul, non di una donna qualunque. Ormai non è più prerogativa solo maschile poter avere figli in tarda età e in certi ambienti dello spettacolo è stato ampiamente dimostrato. Forse 70 anni sono troppi per diventare sia madri che padri, ma, ribadisco, non per coronare degnamente un’unione, per portare avanti un ideale o un sogno e se una donna vuole sposarsi, a 20 anni, 50 o 80, lo può fare. Ci ha pensato giusto lo scorso ottobre a 85 anni, la nobildonna più titolata del mondo, Cayetana Duchessa d’Alba che, mettendosi contro tutta la sua famiglia, ha sposato il compagno 61enne Alfonso Diez; adesso è il turno di Aretha Franklin che, proprio come la chiacchierata nobildonna spagnola, è al suo terzo matrimonio. In passato ci sono già stati due mariti: Ted White nel 1961 da cui si separò 7 anni dopo e l’attore Glynn Turman con cui rimase per sei anni. A 27 anni dal suo ultimo divorzio subentra “Willlie” Non si sa ancora nulla di preciso, i preparativi sono all’inizio, si è cominciato ad ipotizzare una cerimonia su uno yacht privato a Miami in Florida. Riguardo al vestito, Aretha si dichiara ancora molto indecisa, ma la scelta cadrà probabilmente su un modello Karan, Valentino o Vera Wang. Non si tratterà di un abito bianco certamente, ma qualcosa di molto, molto originale, perfettamente in linea con la sua imprevedibile personalità, quella di una “femmina” che a 70 anni ha ancora una voglia matta di mettersi in discussione e di continuare a viaggiare contro corrente. È una donna, una donna vera: prendiamo esempio, senza nessuna paura