Lady GaGa sogna Hollywood

Come sempre Lady GaGa non smette di far  parlare di sé, tra azioni e dichiarazioni è davvero difficile starle dietro ed è altrettanto difficile riuscire a capire se la sua grande fama è destinata a protrarsi nel tempo. C’è chi l’ha definita il nuovo fenomeno pop del presente e del futuro, proprio come lo era negli anni 80 Madonna, ma, nonostante le sue continue trovate e i suoi look aggressivi e sfrontati, si fa fatica a paragonarla a Lady Ciccone, unica indiscussa Regina del Pop. In questi giorni, a quanto è stato rivelato dal Sun, non ha esitato a paragonarsi a Diana Spencer. Paragone azzardato, vero? Eppure Miss Germanotta si considera proprio l’incarnazione in versione pop della sfortunata Principessa del Galles. Addirittura le capiterebbe spesso di sognare di morire nella stessa maniera, in un incidente automobilistico, inseguita da giornalisti e paparazzi. In realtà la cantante è sempre stata ossessionata dalla “Principessa Triste” e si considera ormai allo stesso livello in quanto a notorietà. A prescindere dal fatto che questo possa essere vero, ci pare comunque un paragone piuttosto improbabile e quando ha dichiarato, proprio in questi giorni, di sognare una carriera di attrice, abbiamo tirato un sospiro di sollievo nel constatare che mai potrebbe essere scelte per interpretare la povera  Lady D. nell’ennesima ricostruzione in pellicola della sua vita tormentata. In realtà la Signora Gaga punta piuttosto in alto e sogna di essere chiamata dal regista Woody Allen, lo ha detto in un’intervista rilasciata al programma televisivo The Ellen DeGeneres Show. Ha specificato inoltre che non vorrebbe essere presa esclusivamente perchè è un’artista famosa, ma solo dopo l’obbligatoria gavetta e una lunga serie di provini. Woody Allen comunque è stato avvisato, ma non pensi Lady GaGa che sia così facile entrare nel cuore dell’imprevedibile regista. Va bene, c’è riuscita Carla Bruni, improvvisata ma efficace tuttofare del mondo dello spettacolo: prima modella, poi personaggio televisivo, cantante e infine attrice, ma se Lady GaGa può apparire efffettivamente più dotata da un punto di vista artistico, deve anche ricordare che in certi ambienti sono anche lo stile e l’eleganza che fanno la differenza. Purtroppo queste doti non si possono comprare e non si acquisicono studiando, o ce le hai o non ce le hai. Carla Bruni viene così promossa a pieni voti, Lady GaGa….

A Casalecchio Reno Guccini ci piace più di Paul McCartney

Francesco Guccini ha rilasciato, tre settimane fa, una serie di dichiarazioni che hanno messo in crisi tutti i suoi fedeli. I 70 anni si stanno facendo sentire, ha detto, e le esibizioni del 26 novembre e del 3 dicembre a Jesolo e Bologna potrebbero essere le ultime. Immediate le reazioni di disperazione. Già, per quanto a volte si tenda a dimenticarlo, nel vasto panorama della canzone italiana non ci sono solo Vasco e Ligabue a scatenare le folle e a regalare grandi emozioni. Si tende spesso a commettere l’errore di considerare i due artisti di Zocca e Correggio il solo sinonimo di musica italiana ma, piccolo particolare, quando il grande Francesco cantava canzoni della portata di Auschwitz o Dio è Morto, le due icone italian rock, non erano che due ragazzini e, di fatto, anche allo stato attuale non potranno mai raggiungere la profondità e la poetica gucciniana. Parlare in musica di amore, di donne, di sentimenti&tradimenti è ormai diventata una facile e prevedibile scorciatoia per parlare alla gente e colpire nel segno. Ma l’arte non dovrebbe essere solo questo e Francesco Guccini insieme a pochissimi cantautori nostrani è fortunatamente una di quelle poche eccezioni. Se dovesse uscire anche lui di scena come ha fatto poco tempo fa il collega Ivano Fossati, non sarebbe un dispiacere solo per i suoi fan, ma per la musica italiana in toto che ha un disperato bisogno di intellettuali come lui. Perchè Guccini è più che mai cultura, è conoscenza, è un andare oltre i soliti clichè. Il nostro ex Ministro dell’Economia Giulio Tremonti una volta ha detto che “con la cultura non si mangia”: ecco uno dei più splendidi esempi che con la cultura si mangia eccome, è vitale e “vitaminica” la cultura, importante come l’aria che respiriamo. Il pubblico del concerto bolognese è stato numeroso domenica, una fila infinita di auto già dalla tangenziale, tutti in coda per andare a sentire il loro idolo all’Unipol Arena di Casalecchio Reno. “Credo mi abbiate scambiato per Paul McCartney” ha scherzato, “Questa sera siamo noi col nostro piccolo concerto”, ma il concerto tanto piccolo non era. È stata in un certo senso la riposta alle sue ultime dichiarazioni di abbandono delle scene musicali: “Noi ci siamo, da tutta Italia, e vogliamo esserci ancora per tanto, tantissimo tempo”. Forse è proprio questo che hanno voluto dirgli i suoi seguaci. I concerti del “Grande Vecchio” sono da sempre una sorta di luogo di ritrovo tra amici che sanno tutto di Lui e non hanno bisogno di richiedergli le canzoni preferite, arriveranno tutte e seguendo una scaletta consueta che cambia poco negli anni. Si parte con Canzone per un’amica, si prosegue con i grandi classici come Cirano, Lettera, Eskimo, si conclude (ovviamente) con Dio è Morto e La Locomotiva. Tutti soddisfatti, come sempre ma anche preoccupati perchè Francesco intorno alle 23 ha cominciato a manifestare segni di malessere, stentando quasi a stare in piedi. Nonostante tutti i presenti gli abbiano chiesto di fermarsi, ha voluto andare avanti lo stesso e portare a termine il suo grande e poetico racconto in versi. “Ora, come da programma, farò un periodo di riposo. Ma non smetterò.” ha concluso, smentendo quindi le precedenti dichiarazioni. È quello che speriamo tutti, e senza ripensamenti, sia chiaro.