Placebo 2012!!

Ci stavano facendo attendere anche troppo per i nostri gusti, i meravigliosi Placebo e senza tanti giri di parole gli diciamo: era ora!! Sono finalmente arrivate le prime indiscrezioni: a due anni di distanza da Battle For The Sun, la band capitanata da Brian Molko sta lavorando al prossimo album, in uscita per il 2012. I Placebo hanno da poco concluso il lunghissimo tour mondiale che li ha tenuti impegnati per quasi due anni e hanno dichiarato di essere ancora in un momento di pausa, ma che qualcosa è stato già buttato giù; più specificatamente Stefan Olsdal il bassista del gruppo ha detto: “È stato uno dei tour più lunghi che abbiamo fatto, come supporto ad un album. Stiamo ancora cercando di ritrovare la nostra parte migliore ma, sia io che il Brian Molko siamo continuamente in scrittura e il disco dovrebbe prendere forma nel 2012″. Si tratterebbe del settimo album del gruppo dopo Battle for the Sun, un lavoro più che mai sperimentale prodotto da David Bottrill e in cui sono stati usati strumenti mai usati precedentemente, come le springtime, le trombe e i sassofoni. È uscito in più versioni: su CD, in edizione limitata CD+DVD, LP e un’edizione special Deluxe Box set; inoltre è stato premiato l’anno scorso in questo periodo con il premio Best Alternative, assegnatogli agli MTV Europe Music Awards di Berlino. Alcune canzoni nuove, ha ancora rivelato, sono state concepite proprio durante l’ultima tournèe e per il nuovo anno sarà sicuramente tutto pronto. Battle in the Sun Tour è stato veramente una esperienza molto forte e arricchente, apprezzato talmente tanto che già a fine ottobre di quest’anno i Placebo hanno voluto pubblicare We Come in Pieces, un CD e DVD live tratto eclusivamente dallo show tenuto alla Brixton Academy di Londra, un lavoro pensato per i fan che non hanno avuto la fortuna di assistere ai loro concerti e in particolar modo, ha voluto essere un pensiero per coloro i quali si sono visti cancellare le date già programmate: è successo in America, in Corea e Giappone e in Spagna e Portogallo. Immaginiamo non sia servito a placare la delusione dei numerosi fan che già avevano acquistato i biglietti, ma si sa, gli imprevisti in questo campo sono all’ordine del giorno. Non rimane che sperare che tutto fili liscio per la tournèe del 2012; ovviamente diamo per scontato le date italiane, Placebo avvisati…

Tra i due litiganti il terzo…”filosofeggia” e ci dice la sua: Fabri Fibra vs Vasco e Ligabue

E se Fabri Fibra fosse più bravo come opinionista che come cantante? Il sospetto c’è. Ha rilasciato il mese scorso un’intervista sul mensile Rolling Stone, dove non ha fatto sconti a nessuno. È una sua abitudine e mediamente non brilla per originalità, ma questa volta le sue opinioni sono interessanti e fanno riflettere; di musica indubbiamente ne sa qualcosa, forse dovrebbe solo evitare di scriverla. Parla dei colleghi musicisti , “i pezzi grossi”, quelli che sono da anni punti di riferimento per vecchie e nuove generazioni e riempiono gli stadi: Vasco Rossi e Ligabue per intenderci. I due rocker emiliani, da qualche tempo rivali, si trovano in questo caso messi sullo stesso piano. Non hanno molto da dire secondo Fibra, e ne siamo certi, non solo per lui, se si ascoltano gli album più recenti. La sensazione che si ha nel sentire le loro ultime canzoni, è spesso quella di un “già sentito”, di un mix più o meno orecchiabile di vecchi successi, piacevoli, ma poco nuovi. Sembra un po’ la storia del bravo scolaro che si applica tantissimo i primi mesi di scuola e poi rimedia la promozione a giugno, vivendo esclusivamente di rendita grazie all’impegno del passato. Per Fabrizio Tarducci in arte FabriFibra, Vasco Rossi ha fatto qualche canzone buona negli anni 70 e poi si è guadagnato la fama, sapendosi amministrare bene grazie ai vecchi successi. “Un po’ li invidio, quelli della vecchia guardia. Perché all’epoca se facevi centro, eri accolto nell’Olimpo e dovevi solo amministrarti – guarda quanti sono tuttora in giro per aver cantato una sola canzone”, ha detto il cantante e sinceramente ci sembra eccessivo, dal momento che di dischi di ottimo livello Vasco Rossi ne ha fatti tantissimi (a differenza sua). E nel momento in cui giustamente afferma: “La vera star è il fan, perche’ puo’ mandarti affa… in un attimo se scivoli.” nega quanto detto sopra. Se Vasco Rossi avesse solo fatto un paio di canzoni buone, sarebbe già passato nel dimenticatoio da anni. Il fan ama il suo artista preferito sopra ogni cosa, è indiscutibile, ma se gli vengono negate le attenzioni che si aspetta e se non viene adeguatamente stimolato, rimane deluso e ti mette da parte.

Fabri Fibra non si ferma e spara a zero su “Lucianone” Ligabue: “Non è rock”, ma piuttosto ”un cantautore buono per l’italiano medio che sogna lo stesso lavoro per cinquant’anni e il posto fisso (….) Non conosco nessuno tra quelli che ascoltano Ligabue che capisca di musica.” Parole forti indubbiamente, su cui si potrebbe dibattere a lungo. Viene spontaneo aprire una piccola parentesi e domandarsi se in questi tempi di crisi desiderare il “posto fisso” sia davvero così disprezzabile. Non è certamente più sinonimo di scarsa ambizione, ma al contrario, una sorta di “sogno proibito” e se si è gente comune (e la maggior parte delle persone lo è) si ha bisogno di sicurezze e forse  un uomo “di terra” come Ligabue cade a pennello; lui, quello con la voce un po’ rude, ma piena di calore che ti racconta la vita e i sentimenti con parole semplici, lui, quello che si fa capire da tutti. Sostiene Fibra che “il problema” è dei fan e di come vivono Ligabue: “Per i fan è il Bruce italiano, e allora poveretto anche lui è chiuso in una gabbia, che si chiede come uscirne. Lui non è seguito perché è figo. É seguito perché è capito, a differenza di Battiato.” Bisognerebbe chiedere anche al diretto interessato se la pensa così e quanto effettivamente possa sentirsi chiuso in una gabbia e desideroso di dire cose nuove; come ben sappiamo il caro Liga non ha mai disdegnato “la vita da mediano”, al contrario l’ha più volte rivendicata e rivalutata. Non è detto che si debba stare sempre in prima fila, sempre in vetta, è prevista la camminata lenta e la sosta quando si è stanchi o semplicemente si sta bene dove si è. Il mediano lavora duro, c’è sempre e in modo costante, il mediano la sua parte la fa sempre. Il rapper milanese argomenta anche sulla politica, sulla droga e sull’amore, e se Vasco Rossi e Ligabue sono dei “vecchi” romantici che amano le donne e che non rinunciano a cantare l’amore (perchè ancora ci credono), Fabri Fibra dice: “Le italiane sono mammone. Sono vittime della grande bugia italiana: l’amore. Una massa di film e canzoni ha consolidato questa zavorra per cui l’amore dev’essere la cosa più importante della vita. Psicologicamente è devastante”. Come negarlo? Siamo tutte un po’ schiave dell’amore e figlie delle belle favole con finali amorosi a lieto fine; forse ci hanno davvero raccontato una grande bugia, le strade nuove sono ancora tutte da scoprire, ma sono faticose e difficili da trovare. L’amore invece è la via più semplice, apre le porte ai sogni più grandi e non costa nulla. Forse per certi versi è anche una facile e prevedibile via di fuga, quando  non si ha tanta fantasia, ma se è così sbagliato mettere i grandi sentimenti al primo posto, è anche vero che di questi tempi non abbiamo molto con cui sostituirli. Il lavoro, i soldi, la carriera? Nemmeno Fabrizio Fibra Tarducci sarebbe in grado di suggerirci valide, interessanti alternative e allora… in mancanza d’altro…

I fantasmi di Pete Doherty

Credete più ai fantasmi o all’attendibilità di Pete Doherty? Magari né all’uno né altro. La notizia è sicuramente insolita, ma che il Sun e numerosi tabloid britannici si siano occupati delle recenti visioni del cantante inglese, forse è un po’ troppo. Ci spieghiamo meglio: Pete Doherty ha recentemente giurato e stra-giurato di aver visto il fantasma di Amy Winehouse e guai a chi osa metterlo in dubbio. Di fatto, nonostante tutto, credito glie ne abbiamo dato eccome, se la notizia si è così velocemente diffusa in tutto il mondo. Una cosa è certa, tra tutti i musicisti esistenti su questo pianeta l’ex cantante dei The Libertines e attuale leader dei Babyshambles appare decisamente uno dei meno credibili a causa del suo passato, del suo presente e probabilmente anche del suo futuro. Una vita consacrata agli eccessi, molto alcol e soprattutto molta droga. Ricordiamo tutti la sua chiacchierata relazione con la bellissima modella Kate Moss con cui venne fotografato più volte, mentre tirava cocaina. Furono frequentissimi i casi in cui venne trovato in possesso di sostanze stupefacenti e altrettanto frequenti sono stati suoi arresti e i suoi problemi legali. Davvero adesso gli vogliamo dare retta perchè dice di aver visto il fantasma di Amy Winehouse? Doherty non ha dubbi, più volte negli ultimi tempi ha visto l’immagine della sua amica e collega riflessa sui vetri della sua camera e l’ha poi ritrovata in giro per le stanze di un residence londinese in cui si trovava, poco distante dal luogo della morte della cantante, Camden Square. L’ex “Libertino” sarebbe rimasto così sconvolto da abbandonare immediatamente la residenza londinese per scappare a gambe levate a Parigi e a chi come noi, mette in dubbio i suoi racconti e tira in causa la storia delle droghe, rispondù di essere piè che mai sano e pulito da ogni tipo di sostanza. Riuscirà a provare quanto dice e a portare avanti le sue teorie? Se tutto questo fosse vero, la sua situazione attuale sarebbe davvero devastante e degna della trama di un bel film in cui si racconta il tragico destino di un artista “drogato e dannato” che vede e parla con il fantasma di una celebre collega, senza essere creduto da nessuno. E il finale? Trovatelo voi

Fiumi di canzoni e poco da dire: il mercato dei nuovi “fenomeni”

Appena usciti dal Talent Show cominciano a prendersi un po’ troppo sul serio, Marco Mengoni è uno di questi. Una vocalità davvero interessante e nel giro di pochi anni tanti bei riconoscimenti, il terzo posto alla 60esima edizione del Festival di Sanremo, il disco di platino, il Best European Act agli MTV Europe Music Award, ma aspettiamo ancora un attimo a chiamarlo fenomeno. Lo invitiamo anche ad andarci piano con gli acuti, le grida e i movimenti da tarantolato durante le sue performance, rischia di farsi male. Siamo travolti ormai dal susseguirsi delle novità musicali, da voci ogni volta “meravigliose e ineguagliabili”; ogni anno crescono a dismisura i Talent, aumentano le manifestazioni e le premiazioni, Music Award, Festival, dischi d’oro, di platino, di bronzo, di carta, di legno e chi più ne ha più ne metta. Risulta davvero difficile dare credibilità a chiuque sia in grado di fare bene un vocalizzo. Si ha la sensazione che l’arte, quella vera, non abbia più alcuna importanza e che tutto faccia brodo, basta guadagnarci sopra un sacco di soldi. Nulla contro Marco Mengoni, sicuramente un bravo ragazzo che si è dato tanto da fare per raggiungere il successo, ma quanto durerà? Nel frattempo scalpitano gli altri aspiranti artisti, pronti a vincere l’ennesimo Talent e ad assicurarsi la pubblicazione del loro primo orecchiabile singolo, nonchè “cronaca di un disco di platino” annunciato. Nel frattempo  il cantante di Ronciglione continua a cavalcare l’onda e dopo l’uscita nel 2010 di Re Matto Live, quest’anno ha pubblicato il suo primo album in studio, Solo 2.0, anticipato dal singolo Solo (Vuelta al ruedo). In questi giorni è invece on-line il video ufficiale del suo secondo singolo, Tanto il Resto Cambia, brano d’amore in cui viene rappresentata la fine di una storia e i conseguenti momenti di solitudine, terribili ma affrontabili; una tematica un po’ diversa dal solito insomma (!!!). Il disco al momento dell’uscita è immediatamente salito in cima alla classifica; ce ne rallegriamo e gli auguriamo ovviamente ancora molti anni di successo, nella speranza che Marco Mengoni, Emma Marrone, Alessandra Amoroso, Noemi,  Marco Carta, Valerio Scanu, Loredana Errore, Giusy Ferreri e tutti quelli che verranno ancora, non siano l’ennesimo esempio di pseudo-artisti che, dopo aver sfruttato il momento d’oro, grazie ai molti soldi guadagnati,  finiranno per aprire un ristorante o un locale per VIP nella “Milano da bere”.